Il Ministero della salute ha comunicato che è stata rilevata la presenza del il virus Shamonda (SHAV) in allevamenti di vacche da latte del nord Italia (province di Trento e Bolzano) nonché in alcuni bovini introdotti sul territorio nazionale in provenienza dalla Francia.

Il virus Shamonda è stato individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni ’60, era stato segnalato sporadicamente in Africa, Australia e Giappone ed è sto individuato, nel corso di questa estate, per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale, in particolare Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria.
Colpisce principalmente I bovini, ma sono sensibili anche gli ovini, caprini, alpaca e cavalli.
In Germania, l’Istituto Friedrich-Loeffler (FLI) ha confermato la presenza del virus oltreché nei bovini in Assia, Baviera, Saarland e Sassonia, in un cavallo della Renania-Palatinato, in un alpaca dell’Assia ed in campioni di pecore e capre in Baden-Württemberg.
La trasmissione avviene principalmente attraverso le zanzare del genere Culicoides, lo stesso vettore del virus della febbre catarrale ovina (BTV) e del virus della malattia emorragica epizootica (EHDV).
Nei bovini, i quadri clinici sono caratterizzati prevalentemente da febbre, diarrea e significativa riduzione della produzione lattea. Il virus è stato inoltre riscontrato in associazione ad eventi abortivi. I segni clinici appaiono più lievi nei piccoli ruminanti rispetto ai bovini. L’infezione nel cavallo si manifesta con una grave sintomatologia neurologica. Il cavallo della Renania-Palatinato presentava disturbi del sistema nervoso centrale prima della sua morte. Un carico virale elevato è stato rilevato in un campione cerebrale dell’animale, suggerendo un legame con le manifestazioni cliniche. Non è disponibile attualmente alcun vaccino.
Non sembra esserci una trasmissione diretta da animale ad animale, ad eccezione della trasmissione verticale dalla madre al feto durante la gestazione.
Dalle informazioni del Ministero della salute giungono assicurazioni che la malattia non sia trasmissibile all’uomo né per contatto né con assunzione di latte o carne per cui nessuna preoccupazione per i consumatori.
Gli allevatori, pur in assenza di un obbligo di notifica alle A.C. , non essendo una malattia ancora disciplinata a livello nazionale e comunitario, dovranno prestare particolare attenzione e segnalare, al proprio veterinario di fiducia o alla ASL, per i necessari accertamenti diagnostici, nel caso in cui, nel proprio bestiame, osservino i seguenti sintomi : febbre, calo della produzione lattea, diarrea, aborto, etc., in particolare durante il periodo di attività degli insetti vettori.
La Società Food&HealthConsulting, per tener conto dell’insorgenza di questa malattia nel territorio nazionale ha aggiornato i programmi formativi obbligatori per operatori, trasportatori delle seguenti specie animali: Bovini, ungulati ed equini.
Si ricorda che, ai sensi del DM 6 settembre 2023 e succ. mod. tutti gli operatori, trasportatori e professionisti degli animali hanno l’obbligo formativo entro il 31.12.2026 per non incorrere nelle sanzioni previste.
Maggiori informazioni ,iscrizioni ai corsi di formazione e programmi aggiornati, per quanto riguarda sintomatologia clinica e misure di biosicurezza per questa malattia, potete trovarli al seguente indirizzo : formazione.foodhealthconsulting.it
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